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Le lesioni meniscali sono piuttosto
frequenti, colpiscono soggetti di qualsiasi età e possono
coinvolgere il corpo del menisco, il corno anteriore e quello posteriore;
si dividono in radiali, orizzontali e verticali; esistono poi altri tipi
di lesione, che meritano di essere ricordate per la loro frequenza anche
se possono rientrare nella classificazione precedente e sono la lesione a
"manico di secchio" e le lesioni degenerative, che possono
assumere caratteristiche complesse per combinazione dei diversi tipi di
lesione.
Le lesioni del menisco mediale sono
insieme alla lesione del collaterale mediale le più comuni lesioni del
ginocchio. Le ragioni della alta frequenza delle lesioni meniscali sono da
ricercarsi nell’anatomia del menisco mediale che risulta adattarsi
peggio del menisco laterale alle dislocazioni ed inoltre alla maggior
frequenza dei traumatismi in valgismo del ginocchio con intrarotazione del
femore rispetto al piatto tibiale (il piede fa da perno).
Il menisco mediale può inoltre essere
soggetto alla lesione degenerativa, cioè essere "consumato"
nell'attrito che si sviluppa tra tibia e femore, nel caso essi non siano
perfettamente allineati. Questo tipo di lesione è classica dei soggetti
con età superiore ai 40 anni ed è un segno iniziale dell'artrosi.
Clinicamente vi è presenza di forte
dolore, tumefazione, impotenza funzionale, è perciò necessario
attendere un paio di settimane per poter effettuare una diagnosi precisa
del tipo di lesione e di quelle eventualmente associate.
La diagnosi può essere più semplice
quando vi sia la presenza di un blocco articolare come nelle lesioni a
manico di secchia oppure complessa come nelle lesioni degenerative; in
generale è possibile apprezzare una dolenzia localizzata all’emirima
mediale. Il test specifico per la diagnosi è quello di Steinman con
paziente sdraiato sul lettino, ginocchio flesso a 90°, cadente dal
lettino, e movimenti di extrarotazione che suscitano dolore all’emirima
mediale nel caso vi sia la lesione sospettata.
Le lesioni del menisco laterale
hanno una frequenza minore rispetto a quelle del menisco mediale poichè
il menisco laterale è più grande ed è in grado di sopportare meglio gli
spostamenti. Inoltre il meccanismo traumatico è più insolito, essendo
dovuto a traumatismi in extrarotazione del femore sulla gamba.
La clinica è sovrapponibile a quella della lesione del
menisco mediale, ovviamente riferita alla rima articolare laterale, così
come la terapia.
La risonanza magnetica (RMN) può essere dirimente nei casi in cui la
diagnosi sia più difficile, normalmente lo specialista ortopedico è in
grado di diagnosticare con attendibilità del 90% un'eventuale lesione.
TERAPIA
Nei casi di lesione degenerativa del menisco (pazienti
oltre i 50-60 anni) il trattamento da attuare in prima istanza è quello
"conservativo", si deve cioè attuare una terapia non chirurgica,
neppure in artroscopia. Sarà utile eseguire una terapia con
anti-infiammatorii ed eventualmente eseguire un ciclo di infiltrazioni con
Acido Ialuronico (Viscosupplementazione). Nei pazienti più giovani
con lesioni meniscali post-traumatiche la terapia è artroscopica e consiste
nella riparazione con suture del menisco oppure se il tipo di lesione non
lo permette si può arrivare a dover sacrificare parte del menisco
(regolarizzazione selettiva). Dopo l'eventuale intervento se è stata
eseguita una sutura il
paziente non potrà caricare per 3-4 settimane. Se sfortunatamente non si è
riusciti ad effettuare una sutura il recupero sarà però più rapido ed il
paziente camminerà in carico completo il giorno seguente all'intervento,
tornerà alla vita normale 3-4 gg. dopo ed allo sport 10-15 gg. dopo.
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