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Lesioni cartilaginee

Le Lesioni Cartilaginee del Ginocchio

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Aggiornato il: 07/07/05

Le lesioni cartilaginee dell'arto inferiore comportano quadri di notevole importanza per il dolore e talvolta la tumefazione sofferte dal paziente.

Questa patologia, è una frequente patologia che colpisce per lo più la popolazione anziana (>65anni). La lesione cartilaginea è infatti l'inizio dell'Artrosi.

Può accadere che uno sportivo, in seguito ad un trauma, possa riportare una lesione cartilaginea anche in età giovanile (<40 anni).

La sintomatologia soggettiva consiste essenzialmente nel dolore dell’articolazione interessata o della muscolatura regionale, che é più intenso al mattino, si attenua con il movimento, si può riacutizzare dopo sforzo e generalmente si attenua durante il riposo notturno.

Successivamente la funzionalità articolare diventa limitata prima dal dolore, poi dagli ostacoli di natura meccanica, (dovuti a frammenti cartilaginei che si liberano in articolazione) che possono impedire lo svolgimento delle normali attività o rendere difficili anche le abituali funzioni della vita di relazione.

Il ginocchio tende a bloccarsi e a gonfiarsi.

La lesione cartilaginea può essere estesa a buona parte del ginocchio anche nei giovani sportivi e si parlerà allora di artrosi precoce (questo quadro si verifica spesso in pazienti con lesioni legamentose trascurate per anni). Nel caso la lesione sia limitata ad alcuni punti la prognosi può essere favorevole ed è possibile restituire all'articolazione la sua integrità con trattamenti chirurgici quali il trapianto.

TERAPIA

La Terapia di questa patologia è chirurgica, è comunque opportuno eseguire un tentativo di terapia conservativa con farmaci "condroprotettori" e/o "viscosupplementazione" con infiltrazioni.

Per quel che riguarda la chirurgia ci si avvale di moderne tecniche.

Nel caso di artrosi diffusa e pazienti inferiori ai 65 anni si esegue in genere un'osteotomia, cioè si esegue un taglio nell'osso che modificherà il carico sul ginocchio, scaricando la parte più danneggiata.

Se il paziente ha più di 65 anni o l'articolazione è gravemente danneggiata ci si avvale di impianti protesici che permettono la totale sostituzione dell'articolazione. Tali impianti sono  metallici, in titanio pregiato ed in genere vengono cementati all'osso specialmente  in caso di un osso porotico, cioè debole.

Negli ultimi anni ha avuto sempre maggior successo la MINI-PROTESI o protesi MONOCOMPARTIMENTALE, cioè una piccola protesi, di circa 3-4 cm, che riveste solo la parte usurata, non tutto il ginocchio (vedi le altre pagine del sito).

Nel caso di sportivi AL DI SOTTO dei 40 ANNI si può procedere al trapianto di cartilagine. Questo intervento si esegue in 3 modi.

E' possibile prelevare una pasticca di cartilagine ed osso da zone non utilizzate del ginocchio e dopo aver rimosso la zona danneggiata (vedi foto) è possibile trapiantare l'innesto nello stesso intervento, eseguibile in artroscopia.

Un'altra opportunità viene dall'eseguire delle microfratture cioè perforando la zona sofferente, stimolando una cicatrizzazione (non la ricrescita della cartilagine).

Un'altra più complicata metodica permette di eseguire un prelievo di cellule cartilaginee del paziente, di farle coltivare in laboratorio e di reimpiantarle dopo circa 30-40 gg. con un secondo intervento.

Tutte queste metodiche non hanno un risultato assicurato dipendendo in gran parte dalla capacità biologica e rigenerativa di ogni paziente.

In particolare i trapianti di cartilagine SONO DA SCONSIGLIARE ASSOLUTAMENTE  in pazienti con età superiore a 40 anni, data l'alta probabilità di fallimento (intorno al 90%!).


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Rmn lesione Osteocondrale femorale mediale del ginocchio (visione anteriore)


 


Rmn lesione osteocondrale femorale mediale del ginocchio (visione laterale)

 

 


Sistema per Trapianto Autologo di Pastiglia Osteocartilaginea (effettuabile in Artroscopia)

 


Pasticca osteocartilaginea degenarta  rimossa in zona lesionale

 


Controllo RMN dopo attecchimento del trapianto a circa 40 gg, stesso paziente (visione laterale)

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