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Le fratture

Le Fratture

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Aggiornato il: 13/01/02

Per frattura si intende una soluzione di continuità di un segmento scheletrico (osseo o cartilagineo). L’esatto punto di interruzione del segmento scheletrico viene definito rima di frattura, mentre per focolaio di frattura si definisce la zona immediatamente circostante la rima di frattura.

Classificazioni: sono basate sull’eziologia, sul meccanismo lesivo, sul numero di interruzioni, sulla sede scheletrica e sull’entità del danno.

Rispetto alla eziologia si distinguono :

Fratture Traumatiche quando un unico trauma efficace causa l’interruzione di un segmento scheletrico sano.

Fratture Patologiche: quando un trauma di lieve entità, che normalmente non sarebbe sufficiente a causare l’interruzione di un osso, agisce su di un segmento scheletrico già minato da un processo patologico in atto o pregresso (fratture in sede di tumori, osteomieliti ecc.). Vengono più correttamente definite come Fratture in ossa patologiche.

Fratture da durata o da fatica (le "stress fractures" degli Autori anglosassoni) quando reiterati microtraumi agiscono nel tempo su di un osso sano. Sono ben esemplificate dalle fratture delle ossa metatarsali nei maratoneti.

In base al meccanismo lesivo riconosciamo quattro tipi di frattura:

Per flessione: il trauma provoca una variazione della normale curvatura dell’osso fino alla rottura.

Per torsione

Per compressione: sono tipiche del rachide ed il tessuto spugnoso durante il trauma viene schiacciato tra diafisi e cavo articolare

Per strappamento: la trazione brusca sullo scheletro di un legamento o di un tendine provoca questo tipo di frattura

In base al numero di interruzioni riconosciamo tre tipi di frattura:

Unifocale, Bifocale, Pluriframmentate

In base alla sede scheletrica:

Diafisaria, Metafisaria, Epifisaria

In base all’eventuale spostamento riconosciamo due tipi di fratture:

Composta: quando non vi è migrazione dei monconi o di frammenti

Scomposta: quando i monconi o eventuali frammenti migrano

E’ poi possibile descrivere le fratture con il termine di esposte quando l’osso viene a contatto con l’esterno (grave rischio di infezione).

TERAPIA

La terapia è conservativa (gessi) nella maggior parte delle fratture composte mentre è chirurgica in quelle scomposte e/o esposte. Queste ultime, conducono spesso alle infezioni per contaminazione batterica, nonostante si intervenga correttamente.

Le fratture guariscono in genere in circa 30 gg nei segmenti di modeste dimensioni ed in 3-6 mesi nelle ossa lunga degli arti.



Frattura di tibia e perone in visione anteriore e laterale


La stessa frattura dopo osteosintesi con chiodo bloccato

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