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Per frattura si intende una soluzione di
continuità di un segmento scheletrico (osseo o cartilagineo). L’esatto
punto di interruzione del segmento scheletrico viene definito rima di
frattura, mentre per focolaio di frattura si definisce la zona
immediatamente circostante la rima di frattura.
Classificazioni: sono basate sull’eziologia,
sul meccanismo lesivo, sul numero di interruzioni, sulla sede scheletrica
e sull’entità del danno.
Rispetto alla eziologia si distinguono :
Fratture Traumatiche quando un
unico trauma efficace causa l’interruzione di un segmento scheletrico
sano.
Fratture Patologiche: quando un
trauma di lieve entità, che normalmente non sarebbe sufficiente a causare
l’interruzione di un osso, agisce su di un segmento scheletrico già
minato da un processo patologico in atto o pregresso (fratture in sede di
tumori, osteomieliti ecc.). Vengono più correttamente definite come
Fratture in ossa patologiche.
Fratture da durata o da fatica (le "stress fractures" degli Autori anglosassoni) quando
reiterati microtraumi agiscono nel tempo su di un osso sano. Sono ben
esemplificate dalle fratture delle ossa metatarsali nei maratoneti.
In base al meccanismo lesivo
riconosciamo quattro tipi di frattura:
Per flessione: il trauma provoca
una variazione della normale curvatura dell’osso fino alla rottura.
Per torsione
Per compressione: sono tipiche
del rachide ed il tessuto spugnoso durante il trauma viene schiacciato tra
diafisi e cavo articolare
Per strappamento: la trazione
brusca sullo scheletro di un legamento o di un tendine provoca questo tipo
di frattura
In base al numero di interruzioni
riconosciamo tre tipi di frattura:
Unifocale, Bifocale, Pluriframmentate
In base alla sede scheletrica:
Diafisaria, Metafisaria, Epifisaria
In base all’eventuale spostamento
riconosciamo due tipi di fratture:
Composta: quando non vi è migrazione
dei monconi o di frammenti
Scomposta: quando i
monconi o eventuali frammenti migrano
E’ poi possibile
descrivere le fratture con il termine di esposte quando l’osso viene a
contatto con l’esterno (grave rischio di infezione).
TERAPIA
La terapia è conservativa (gessi) nella
maggior parte delle fratture composte mentre è chirurgica in quelle scomposte
e/o esposte. Queste ultime, conducono spesso alle infezioni per contaminazione
batterica, nonostante si intervenga correttamente.
Le fratture guariscono in genere in circa 30
gg nei segmenti di modeste dimensioni ed in 3-6 mesi nelle ossa lunga degli
arti.
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