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Allungamento degli arti

L' Allungamento degli arti

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Aggiornato il: 20/10/05

L'allungamento degli arti è attualmente una procedura diffusa, eseguita sia per il trattamento dei nanismi che degli accorciamenti post-traumatici di un segmento.

Chiaramente nei nanismi la procedura viene eseguita contemporaneamente a livello di entrambi gli arti, sia che si intervenga su quelli superiori che su quelli inferiori.

L'allungamento degli arti trova come indicazione più corretta le dismetrie degli arti inferiori in seguito a traumi.

Al fine di scoraggiare falsi entusiasmi sulla metodica è da rammentare come questo tipo di intervento presenti rischi quali (tra i più frequenti): infezione, trombosi, mancata guarigione dell'osso con necessità di reintervento, lesioni dei nervi e dei vasi.

E' possibile allungare i segmenti corporei sino a più di un terzo della loro lunghezza iniziale, procedendo alla velocità di circa 1 mm al dì (distrazione lenta e progressiva), dopo aver sezionato l'osso in un punto (osteotomia).

E' dunque possibile allungare un soggetto alto 1.50 mt., ad esempio, di più di 20 centimetri.

Gli allungamenti si eseguono con varie metodiche. Quelle attualmente più in uso sono quelle con fissatori esterni circolari per la gamba (tibia-perone) e con fissatori esterni assiali per il braccio (omero) e per la coscia (femore). A livello femorale è possibile utilizzare in alcuni casi selezionati un chiodo endomidollare (cioè all'interno dell'osso) che permette la graduale distrazione senza necessità di alcun apparato esterno.

Il decorso post-operatorio comprende una degenza ospedaliera di circa 5-6 giorni, e controlli clinici e radiografici ad una cadenza di circa 30 gg.

Il paziente può caricare da subito (per quanto tollerato), con i fissatori esterni, mentre deve osservare un carico parziale con 2 stampelle nel caso si sia usato il chiodo endomidollare.

La tecnica con chiodo endomidollare, che permette allungamenti del solo femore, da 6 a 10 cm, ha mostrato brillanti risultati, soprattutto in relazione al fatto che tutto il dispositivo è all'interno del femore ed i disagi legati all'allungamento vengono assai limitati, permettendo il ritorno alla vita normale rapidamente.

In generale il tempo di guarigione è di circa 35 giorni per centimetro di allungamento (es. allungamento di 5 cm = a 175 giorni, circa 6 mesi). Nei bambini questo tempo è assai ridotto, talvolta dimezzato in soggetti acondroplasici.

Allungando con i fissatori esterni questi devono essere rimossi ad allungamento avvenuto, mentre con il chiodo endomidollare il problema non si pone ed il dispositivo può essere rimosso anche a distanza di due anni.

Immagine raffigurante il chiodo endomidollare. Con questo strumento l'allungamento avviene tutto all'interno dell'arto operato. La freccia nera indica il sito di allungamento, ove avviene la distrazione che permette la ricrescita dell'osso.



Allungamento di gamba: è possibile vedere il punto interruzione dell'osso (freccia), e l'apparato per la distrazione


Fine dell'allungamento ed inizio della guarigione con formazione di callo osseo (freccia)


Guarigione completa dell'arto, fissatore rimosso, sito di allungamento completamente saldato (freccia)

aesculapio
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