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L'allungamento degli arti è attualmente
una procedura diffusa, eseguita sia per il trattamento dei nanismi che
degli accorciamenti post-traumatici di un segmento.
Chiaramente nei nanismi la procedura
viene eseguita contemporaneamente a livello di entrambi gli arti, sia che
si intervenga su quelli superiori che su quelli inferiori.
L'allungamento degli arti trova come
indicazione più corretta le dismetrie degli arti inferiori in seguito a
traumi.
Al fine di scoraggiare falsi entusiasmi sulla metodica
è da rammentare come questo tipo di intervento presenti rischi quali (tra
i più frequenti): infezione, trombosi, mancata guarigione dell'osso con
necessità di reintervento, lesioni dei nervi e dei vasi.
E' possibile allungare i segmenti
corporei sino a più di un terzo della loro lunghezza iniziale, procedendo
alla velocità di circa 1 mm al dì (distrazione lenta e progressiva),
dopo aver sezionato l'osso in un punto (osteotomia).
E' dunque possibile allungare un
soggetto alto 1.50 mt., ad esempio, di più di 20 centimetri.
Gli allungamenti si eseguono con varie
metodiche. Quelle attualmente più in uso sono quelle con fissatori
esterni circolari per la gamba (tibia-perone) e con fissatori esterni
assiali per il braccio (omero) e per la coscia (femore). A livello
femorale è possibile utilizzare in alcuni casi selezionati un chiodo
endomidollare (cioè all'interno dell'osso) che permette la graduale
distrazione senza necessità di alcun apparato esterno.
Il decorso post-operatorio comprende una
degenza ospedaliera di circa 5-6 giorni, e controlli clinici e
radiografici ad una cadenza di circa 30 gg.
Il paziente può caricare da subito (per
quanto tollerato), con i fissatori esterni, mentre deve osservare un
carico parziale con 2 stampelle nel caso si sia usato il chiodo
endomidollare.
La tecnica con chiodo endomidollare, che permette
allungamenti del solo femore, da 6 a 10 cm, ha mostrato brillanti
risultati, soprattutto in relazione al fatto che tutto il dispositivo è
all'interno del femore ed i disagi legati all'allungamento vengono assai
limitati, permettendo il ritorno alla vita normale rapidamente.
In generale il tempo di guarigione è di circa 35
giorni per centimetro di allungamento (es. allungamento di 5 cm = a 175
giorni, circa 6 mesi). Nei bambini questo tempo è assai ridotto, talvolta
dimezzato in soggetti acondroplasici.
Allungando con i fissatori esterni questi devono essere
rimossi ad allungamento avvenuto, mentre con il chiodo endomidollare il
problema non si pone ed il dispositivo può essere rimosso anche a distanza
di due anni.

Immagine raffigurante il chiodo endomidollare. Con
questo strumento l'allungamento avviene tutto all'interno dell'arto
operato. La freccia nera indica il sito di allungamento, ove avviene la
distrazione che permette la ricrescita dell'osso.
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Allungamento
di gamba: è possibile vedere il punto interruzione dell'osso (freccia), e
l'apparato per la distrazione

Fine
dell'allungamento ed inizio della guarigione con formazione di callo osseo
(freccia)

Guarigione
completa dell'arto, fissatore rimosso, sito di allungamento completamente
saldato (freccia)
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